Torino. 19 Dicembre 2010 - 30 Gennaio 2011.
“L’energia è una forza che si può incarnare in ogni forma” (Hans Hartung)
Hans Hartung (1904-1989) è un pittore dal linguaggio complesso, tedesco di nascita e francese d’adozione e di elezione, che ha conosciuto direttamente tutti i movimenti avanguardisti del ‘900, dal tachisme all’astrattismo lirico di Kandinskij al Cubismo all’Espressionismo senza tuttavia omologarsi in nessuna corrente o tendenza, senza mai lasciarsi imprigionare da definizioni, filtrando ogni esperienza alla luce di una sua personale concezione dell’arte come linguaggio individuale, inimitabile ed autonomo: egli stesso dichiara:
“In quanto a me, voglio rimanere libero di spirito, d’azione. Non lasciarmi rinchiudere, né dagli altri, né da me stesso”
Così parte dallo studio dei grandi pittori classici del passato, fra tutti prediligendo Goya e soprattutto Rembrandt, nel quale legge, con straordinaria sensibilità, tensioni nascoste e misteriose espresse in macchie cromatiche fine a sè stesse, per giungere ad un decisivo incontro con Kandinskij, nel 1925, dopo il quale si instaura definitivamente il carattere della sua pittura, astratta ed informale.
Vale la pena di citare le sue stesse parole: “L’arte astratta mi sembra essere il momento più puro nella vicenda dell’arte moderna. Con essa, dopo un lungo rilassamento sul piano formale, si ha una tendenza purificatrice che era già cominciata con Cézanne ed era proseguita, in Francia, con il cubismo analitico. La macchia ridiventa una macchia, il tratto un tratto, la superficie ridiventa superficie. Più che mai le opere vivono autonome, libere dalla sottomissione alla mimesi”.
Ed Hartung utilizza, dell’astrattismo, tutte le modalità formali, action painting, macchie e spruzzi di colore in chiave tachista, graffitismo, segno libero che ha “l’aspetto zigzagante di una linea che corre attraverso la pagina”, segno-gesto-azione, perché “scarabocchiare, grattare, agire sulla tela, dipingere infine, mi sembrano delle attività umane così immediate, spontanee e semplici….”, egli dice, azioni umane elementari eppure così significanti, pregnanti, dense di espressività.
Filtrato dal background culturale europeo, il linguaggio di Hartung, che esordisce da subito come non figurativo, unisce in termini di eleganza assoluta e di equilibrato controllo irruenza espressionista e anarchia informale, costruendo infinite variazioni giocate sul ’segno’, tema che percorre tutta la sua produzione.
Il segno è tutto, può tutto (non a caso Hartung fu anche eccellente incisore), basta ad esprimere la pulsazione vitale dell’universo “… in una linea morbida o flessibile, curva e fiera, rigida o possente, in una macchia di colore stridente, gioioso o sinistro …”
Siamo davanti, ancora una volta, alla ricerca interiore di un essere umano che esprime così il suo soggettivismo ed anche un’affermazione di individualismo lontana da ogni generica pretesa di universalità, un bisogno, sì, di assoluto, ma non di indistinta partecipazione ad una indifferenziata perfezione frutto di una costruzione ideologica: “… voglio rimanere libero …”, soprattutto libero di essere sé stesso.
Fino alla fine, quando ormai stremato e ridotto su una sedia a rotelle, nel suo studio di Antibes si procura mezzi improvvisati e con una pompa per spruzzare l’insetticida sulle viti spara sulla tela violenti getti di colore, lasciando esplodere tutta la sua incredibile forza creativa in un estremo atto d’amore per la sua arte e per la vita.
Nel 1960 ha ricevuto il Gran Premio della Biennale di Venezia.
Il 2009 segna un ventennio dalla data della sua scomparsa, avvenuta ad Antibes, Francia, nel 1989.
Teatro, Pittura e Disabilità
Nella mostra sarà inoltre allestita uno spettacolo teatrale – Lo Slancio – scritto da Dino Mascia che ripercorrerà la vita di Hans Hatung attraverso rievocazioni in un percorso espositivo teatrale, sarà un’occasione unica per accumunare la Pittura, il Teatro , la Disabilità come sprone a trascendere e lo spirito combattivo di un grande artista del novecento.
La prima dello spettacolo per il lancio della mostra avverrà al Teatro Carignano il 20 dicembre 2010 a cura della Compagnia Dino Mascia con il patrocinio della città di Torino Assessorato alla cultura divisione Teatro e Arte Visive.
Luogo espositivo: Museo Regionale di Scienze Naturali - Via Giovanni Giolitti 36, Torino
Periodo: 19 Dicembre 2010 - 30 Gennaio 2011
Con il patrocinio della Regione Piemone, della Provincia di Torino, del Comune di Torino e della Galleria d’Arte Moderna di Torino
Organizzazione
Direzione generale: Angelo Catanzaro
Direzione artistica generale: Dino Mascia
Curatore Mostra: Paolo Turati
Direzione Artistica Mostra: Luca Barsi
Comitato d’onore
Fiorenzo Alfieri
Ugo Nespolo
Angelo Mistrangelo
Marco Albera
Guido Curto
Vittorio Spampinato
Contatti
Sede Associazione Via Sant’Ottavio, 8: 011/8138792.
Presidente Associazione: Angelo Catanzaro 389/9988939.
Direttore artistico: Dino Mascia 34778866493.
Email: aips.onlus@yahoo.it
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